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                                                                Non c'è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita
                                                                                                                                            (Alfonse de Lamartine)

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L’antico centro si snoda in una fitta rete di vicoli, sottoportici, gradinate, edifici, palazzi gentilizi. La cittadina si dispiega fra tre poli principali: la Cattedrale di San Giovanni Battista, di formazione normanna e sede dell’episcopio; la Torre cilindrica, detta di Drogone, rara testimonianza del primo insediamento normanno in Calabria; la Chiesa della Riforma, che conserva dell’originaria struttura trecentesca la Cappella del Sacramento. Il nome San Marco Argentano deriva dal santo patrono del paese San Marco Evangelista, più il termine "Argentano", il quale deriverebbe dalla presenza in tempi antichi dell'argento nel fiume (il Fullone), quindi in origine era "Argentanum".

Da visitare:

  • La Cattedrale e l’Episcopio
    La fondazione dei due edifici risale al secolo XI. L’Episcopio, in origine casa-forte, viene costruito per volontà di Roberto il Guiscardo quale sua dimora con la somma di ventimila scudi estorti a Pietro Tura, governatore di Bisignano. La Cattedrale conserva la sua fisionomia originaria fino agli inizi del ‘700. Successivamente, l’interno viene adornato di stucchi, in ossequio alla moda del tempo.
  • La Torre
    La Torre (detta di Drogone) è una rara testimonianza del primo insediamento normanno in Calabria. Fatta innalzare da Roberto il Guiscardo nell’anno 1048 sulle rovine di un’antica fortificazione romana, è contraddistinta da un enorme tronco di cono detto rivellino o motta alto m.18 (la motta è peraltro la struttura peculiare dei castelli normanni). La fortezza, che si eleva per un’altezza di ventidue metri, ha un diametro di tredici metri e mezzo ed è suddivisa in cinque piani ad ambienti circolari: la Sala delle Granaglie, la Sala delle Prigioni, la Sala delle Armi, la Sala delle Udienze e la Sala del Principe.
  • La chiesa della Riforma
    Così a San Marco chiamano ancora oggi il complesso conventuale dei Frati Minori che apparteneva un tempo alla Famiglia dei Riformati. È uno tra i più antichi esempi di architettura francescana in Calabria. Il complesso sottoposto nel corso del tempo a innumerevoli trasformazioni comprende il convento, la chiesa e gli orti. La pianta è di matrice francescana: presenta una navata unica introdotta da un portico con archi a tutto sesto e un abside rettangolare coperto da volte a crociera costolonate. Questa tipologia di chiesa, che contrassegna l’architettura francescana, trae origine dall’abbazia giochimita di San Giovanni in Fiore. L’originaria fisionomia dell’edificio viene stravolta nel XVIII secolo, quando padre Anselmo da Mottafolonne fa adornare le pareti con costruzioni di gusto barocco. Oltre al disegno planimetrico e alle volte absidali, dell’impianto francescano restano poche ma significative testimonianze: il portale di ingresso, il campanile a vela e la fiancata destra con le monofore originali.


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