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                                                                Non c'è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita
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Santuario della Certosa

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Situato nel cuore dei boschi delle Serra, la Certosa di Serra San Bruno è divenuto uno dei centri spirituali più importanti in Italia e nel mondo.

Il luogo, pieno di mistica bellezza, è meta di un continuo pellegrinaggio per preghiera e contatto con la natura incontaminata.

Bellissima la fontana con al centro una statua di San Bruno; di particolare interesse il Museo, in cui il visitatore troverà tutte le informazioni sulla storia della Certosa, sul monastero, sulla vita dei monaci, nonché sulle tappe della formazione e sull’Ordine certosino.

L’Abbazia ospita anche una biblioteca, non visitabile, che contiene più di 25.000 titoli e rappresenta un affresco di rilevante importanza della storia spirituale e non della Calabria.

A distanza di due km sorge la Chiesa di Santa Maria, ricostruita dopo il terremoto del 1793 e la grotta dove Bruno pregava e dormiva. Arrivarci percorrendo la suggestiva passeggiata nei sentieri del boschetto, ricco di erbe aromatiche e officinali, regala momenti di grande serenità.

Nell’ampio piazzale c’è il cosiddetto Laghetto dei Miracoli dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze( tra cui quella di lavarsi nelle acque gelide) che il santo offriva a Dio. Fino a qualche decennio fa i “spirdati” , ossia le persone possedute dal demonio venivano portati al laghetto le cui acque pare fossero miracolose per la loro guarigione.

Sono tante le leggende che aleggiano intorno alla Certosa; per anni si sono rincorse le voci di chi sosteneva che qui avessero trovato rifugio il famoso fisico Ettore Majorana (misteriosamente scomparso) e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Il filo tra realtà e mito è sottilissimo ma certo è che questo luogo, altamente contemplativo, è stato pellegrinaggio di molti personaggi illustri; lo visitarono Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, lo scrittore Leonardo Sciascia, la regina del Belgio Paola Ruffo di Calabria e il Patriarca di Costantinopoli.

La festa del santo certosino si celebra il Lunedì successivo alla Pentecoste; in quel giorno le sue reliquie, conservate in un prezioso busto, sono esposte ai fedeli. La tradizione vuole che al suo passaggio vengano lanciati confetti colorati simbolo di fertilità. In questa occasione è possibile scorgere molti bambini che, per voto o benedizione, vestono l’abito dei certosini. Ogni anno la  festa è un richiamo turistico per molte persone.

Perché visitare la Certosa? Non solo perché è un luogo sacro ma anche perché qui si è pervasi da una strana sensazione di quiete che raramente si rivela altrove. Si può aver girato il mondo ma l’incontro con il silenzio che circonda le alte mura dell’Abbazia  vi lascerà un profondo ricordo di pace e gratitudine. La visita alla Certosa è un buon pretesto per esplorare il Bosco di Archifòro, un sito d’interesse comunitario per la bellezza del suo bosco. Sono percorribili diversi sentieri, il più famoso quello che porta alla Pietra del Signore, un grande manolite di roccia granitica che sembra quasi sospeso. Il bosco, oltra a una ricca biodiversità, ospita l’abete bianco più grande d’Europa.


Testo tratto da www.meteoweb.eu




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