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                                                                Non c'è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita
                                                                                                                                            (Alfonse de Lamartine)

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Situato ai margini sud-orientali della Piana di Gioia Tauro, possiede uno dei centri storici ad impianto medievale più significativi di tutta la Calabria, con il suo affascinante intrico di vicoli tortuosi, scalinate, piazzette, sottopassaggi e portici. Nel suo territorio sono state rinvenute tracce di un insediamento preistorico di età neolitica, nonché i resti di poderose fortificazioni, probabilmente attribuibili alla colonia ellenica Morgetum. In età medievale fu proprietà dei Caracciolo, quindi di Consalvo da Cordova e della famiglia Milano, fino ad essere definitivamente affrancata dal dominio feudale nel 1806.

 Da visitare

  • Da vedere i resti del castello, tipico esempio di architettura normanno – sveva.
  • Nella piazza Ammendolea si può ammirare la monumentale fontana in granito detta “Le quattro fontane”, edificata nel 1664, e composta da una base di gusto rinascimentale, due vasche in gusto barocco e, in cima, un altorilievo in marmo bianco, forse di origine greca, raffigurante Venere.
  • La Chiesa Matrice dell’Assunta custodisce le statue lignee, di scuola napoletana, dei compatroni San Giorgio e San Giacomo, un crocifisso ligneo e un altare maggiore in marmi policromi, entrambi del ‘700, e un organo ottocentesco di provenienza napoletana.
  • Di grande interesse, all’entrata del paese, è il convento dei Domenicani, edificato nel IX secolo come sede dei Basiliani e successivamente ricostruito nel 1815. Molto bello è il grande chiostro ad esso annesso e la chiesa monumentale di San Domenico, una delle più grandi della provincia. Qui studiò Tommaso Campanella.

L’economia di San Giorgio Morgeto è a base preminentemente agricola, vista l’abbondante produzione di olio, vino, agrumi e cereali, ma si segnalano anche significative realtà industriali, con fabbriche di rinomati liquori e profumi. In campo artigianale è nota l’attività dei cestai, in grado di realizzare, con la lavorazione delle doghe di castagno, manufatti di ogni tipo e, in particolare, ceste e oggetti da lavoro.

Dai monti è inoltre possibile estrarre un granito facilmente lavorabile.


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