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                                                                Non c'è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita
                                                                                                                                            (Alfonse de Lamartine)

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Le gole del fiume Raganello rappresentano una delle più famose grandiosità geologiche del parco del Pollino e d’Europa. Caotici massi, pareti levigate alte fino 700 metri, forme di erosione di qualsiasi tipo, scivoli, spumeggianti cascatelle: questo è lo spettacolo ciclopico offerto dal canyon del Raganello. Uno spettacolo di cui si può prendere tranquillamente visione almeno nel primo tratto. Sono invece necessarie capacità alpinistiche nel tratto centrale, assolutamente sconsigliato a chi non ha la giusta preparazione.

L'ACCESSO ALLA GOLA
Dal paese di etnia albenese di Civita si scende per raggiunge allo spettacolare Ponte del Diavolo, ardita opera medievale ad un’unica arcata splendidamente gettata sulla Gola del Raganello. Il ponte, che una leggenda vuole essere stato costruito dal demonio, offre uno splendido spaccato del tratto terminale del canyon. Dopo il ponte si continua sulla mulattiera per poi lasciarla superando alcuni cespugli di fioriti oleandri e portarsi sul greto del torrente. Entrati nel canyon il primo tratto può essere percorso tranquillamente a piedi fermandosi quando le difficoltà divengono di tipo alpinistico.

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