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Mazara del Vallo

Di un certo interesse nel periodo romano, la cittadina raggiunse il suo massimo splendore nel corso della dominazione musulmana, diventando capitale amministrativa del vasto territorio chiamata Val di Mazara. In questo periodo scrittori arabi e medioevali che la visitarono, la magnificarono e la decantarono come città siciliana pari a Palermo, per la bellezza degli edifici, la prosperità economica e portuale e la floridezza dei giardini.

 

Ancora oggi Mazara del Vallo rivive l'antico spirito arabo, nei suoi costumi, nei nomi e, principalmente, nell'assetto della città, in quanto è rimasto quasi inalterato l'antico tracciato urbano e viario - la kasbah - ricco di vicoli, archi e cortiletti, tipici della cultura araba.  Nel 1072, passata ai Normanni, Mazara del Vallo, divenne Città Regia e si arricchì di chiese, conventi e monasteri. Del periodo Normanno rimangono numerose testimonianze fra cui la chiesa di S. Nicolò Regale  (Niculicchia).

 

Da visitare la Cattedrale, ricostruita su quella normanna eretta dal Conte Ruggero la cui facciata è fiancheggiata da un massiccio campanile barocco.

 

Nel suo interno oltre ai sarcofagi romani si ammirano opere d'arte del '500 e del '600, tra le quali lo stupendo gruppo marmoreo statuario della trasfigurazione del Gagini e le tele del Novelli e del Velasquez.

 

Numerose le chiese che custodiscono pregevoli opere d'arte: tra queste la Chiesa di S. Michele ed il Convento Benedettino.

 

La Mazara barocca è ben rappresentata invece nelle chiese di S. Fernanda e di S. Francesco, dai ricchi policromi. Nei pressi di Piazza Plebiscito, merita attenzione l'ex chiesa di S. Egidio, con cupola in stile arabo-normanno, poggiante su un tamburo ottagonale.

 

Ma la caratteristica di Mazara non sta solamente nei suoi monumenti ed opere d'arte: di notevole fascino è il porto-canale, con una delle più grandi flotte di navi pescherecci del mediterraneo.